Invenzione dell’allegria

“C’è chi coltiva il dolore, io invento l’allegria.” Antônio Lázaro de Almeida Prado

23.7.08

FILI D’ AQUILONE

Con Ciclo das chamas e outros poemas [Ciclo delle fiamme e altre poesie], la prima raccolta poetica finalmente data alle stampe nel 2005, possiamo dire che le nostre attese sono state tutte ripagate. Almeida Prado condivide con noi il suo ricco universo lirico, fatto di parole - come suggerito nel titolo - intense e infiammate, che rivelano ancora e sempre l’uomo che non ha fatto mai nulla senza impegno, slancio e dedizione: "O mundo vale, Amor, só quando amamos / E tudo quanto é amor vale este mundo" [Il mondo vale, Amore, solo quando amiamo / E tutto quanto è amore vale questo mondo].
Tutto il libro è pervaso dall’impeto della fiamma, del fuoco fugace e intenso che è una metafora della vita e dell’amore. Con parole accese e allo stesso tempo calibrate, di chi controlla il furore dell’incendio, il poeta tenta di sottrarre alla cancellazione del tempo l’attimo bello e breve in cui la notte si accende di calore e luce e noi vediamo le cose nella loro immanenza, nella loro prodigiosa presenza. Ogni testo è una laudatio alla vita, un novello Cantico delle Creature di chi si ribella al disamore diffuso, al disprezzo della natura, alla violenza dei comportamenti e ha ancora lo stesso stupore che portò Francesco d’Assisi a cantare le cose del mondo perché sono, prima di tutto, belle.
In versi che sono una dichiarazione di poetica ma anche un’emozionata testimonianza di vita, Almeida Prado afferma:
Nasci para saber o bem da vida,
O humilde florescer das alvoradas,
O perfume discreto da água pura.
Nasci para ousar fazer-me amado
E amar demais, com este modo exato
De, vivendo de amor, morrer amando…
2
Nacqui per sapere il bene della vita,
L’umile fiorire delle aurore,
Il profumo discreto dell’acqua pura.
Nacqui per osare essere amato
E amare in eccesso, con questo modo esatto
Di, vivendo d’amore, morire amando…
Al modo di una antica lauda (si noti l’uso di alcuni termini insoliti e dissueti), il poeta canta l’esistenza e non è un caso l’epigrafe di Jacopone da Todi in uno dei testi esemplari del libro, "Esse inquietante rastro…", in cui c’è una francescana accettazione anche della morte, sorella della vita, poiché "Para viver nascemos, mas a aurora / Supõe a combustão do provisório…" [Per vivere nasciamo, ma l'aurora / Suppone la combustione del provvisorio...].
Se ha l’intensità del lampo, la parola di Almeida Prado ha anche la forza di imprimersi come un antico e nuovo inno d’amore alla vita e alla poesia, capace – come la sua – di cogliere la fiamma nel suo fragile fulgore. Conferma di ciò sono le poesie che abbiamo scelto di tradurre e di presentare qui, tratte dalla raccolta Ciclo das chamas e outros poemas e da una raccolta inedita che uscirà fra poco, Lúcido sonho, testo ricco e vario che conferma, se ce ne fosse bisogno, le qualità del poeta e la generosità dell’uomo e dell’intellettuale. È il nostro modo di rendere omaggio a questo grande divulgatore della poesia italiana in Brasile, in occasione del suo viaggio in Italia e della sua partecipazione all’edizione del 2008 del Festival Internazionale di Poesia di Genova.

1Antônio Lázaro de Almeida Prado, Ciclo das chamas e outros poemas, Ateliê Editorial, São Paulo, 2005, p. 25.
2"Sonata de amor", ivi, p. 167.

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