23.7.08
FILI D’ AQUILONE
FILI D’AQUILONE
rivista d’immagini, idee e PoesiaNumero 11
luglio/settembre 2008
Generazioni
IL CICLO DELLE FIAMME DEL POETA
ANTÔNIO LÁZARO DE ALMEIDA PRADO
a cura di Vera Lúcia de Oliveira
Antônio Lázaro de Almeida Prado, nato a Piracicaba, nella regione di San Paolo, nel 1925, noto studioso e critico letterario, ha insegnato a lungo nella Faculdade de Letras e Ciências de Assis (Universidade Estadual Paulista), dove era cattedratico di Teoria della Letteratura e di Letteratura Comparata. Oggi, professore emerito, continua a collaborare con riviste scientifiche nazionali e internazionali, viaggia per conferenze e corsi sulla poesia e sulla letteratura e si dedica al giornalismo, attività con la quale si onora di aver iniziato la carriera nel mondo delle lettere, nel 1944.
Se conoscevamo bene l’opera dell’eminente studioso di letteratura, lo stesso non si poteva dire a proposito del poeta Almeida Prado, sempre restio a rendere pubblici i suoi testi. Attento nel cogliere voci rare e capolavori di trascurati o semisconosciuti poeti - immancabilmente riscoperti poi dal pubblico e dalla critica - per quanto riguarda la sua produzione è stato sempre eccessivamente discreto. Chi ha avuto la fortuna di averlo come professore, come me, poteva solo supporre e immaginare meraviglie di poesie nascoste, vista la competenza con cui maneggiava le parole e la passione con la quale si dedicava alla letteratura, non al modo dei cupi e severi maestri che pontificavano dall’alto della cattedra, ma con il trasporto, il sentimento di tenerezza appena intuito in ogni parola e gesto, il vigore e l’entusiasmo con cui ci spalancava finestre di luce sulla vita. Una delle sue passioni era, ed è, il poeta Murilo Mendes, che indicava come uno dei più grandi lirici di lingua portoghese, in tempi in cui nessuno più lo nominava in Brasile, visto che Murilo da anni si era trasferito in Italia. Si veda, a tale proposito, la poesia "Ave, Murilo!", in cui il grande lirico è affettuosamente apostrofato come il "fratello risorto e trionfante", ora che è stato finalmente "riscoperto" e la sua opera è fra le più amate e apprezzate anche dai più giovani, tanto in Brasile come all’estero:
Ave, Murilo, os que somos
Adiados da Morte e (provisórias)
Vitualhas da cárie ruminante,
Invejosos de ti, ora saudamos
Em teu verbo, imune à entropia,
O irmão ressurrecto e triunfante.1
Ave, Murilo, noi che siamo
Rimandati dalla Morte e (provvisorie)
Vettovaglie della carie ruminante,
Invidiosi di te, ora salutiamo
Nel tuo verbo, immune all’entropia,
Il fratello risorto e trionfante.
criado por fernanda.maria.prado
0:20 — Arquivado em: 














